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LUCIA CONTE, ULTRANOVANTENNE CI HA LASCIATI. FACEVA PARTE DELLE ULTIME FIGURE DI UNA ISCHIA CHE VA SCOMPARENDO. SIGNORILE, ELEGANTE, DISCRETA, VIVEVA NEL SUO MONDO SENZA MAI TRASCURARE QUELLO CHE LA CIRCONDAVA. AI FIGLI, SORELLE E PARENTI TUTTI LE PIU' SENTITE CONDOGLIANZE

barzelletta

“Milanesi non si nasce si diventa. Basta seguire due tre accorgimenti: Intanto per essere milanese devi essere allergico. A qualsiasi cosa, non ha importanza. Di solito al polline. Ma poi dico io a Milano non c’è un albero però è piena di polline. A ciuffetti, ma dove lo pigliano? Secondo me lo sparando di notte con in cannoni della neve.
Poi quando ti danno una notizia eclatante, io prima dicevo: “mizzichina vero?” invece adesso dico: “ma dai? Ma pensa te! È una roba...” (…) Un’altra cosa che mi piace di voi è che usate molto l’inglese.. voi avete la ‘vision’, la ‘location’, la ‘convetion’ noi abbiamo solo la ‘disoccupation’.
La cosa difficile che ancora non sono riuscita ad imitare bene è la vostra camminata, perché voi non camminate normalmente, correte. Non so come fate, ogni tre passi ne saltate uno, non lo so. Tutti che corrono, come se da un momento all’altro si dovesse fermare la musica e dovessero cercare la sedia.
Ma la cosa che mi piace di più è come evitate gli appuntamenti.
Siete dei geni!
‘A che ora ci vediamo?’
‘alle 18:55?’
‘Facciamo alle 19?’
‘No, che dopo c'è un sacco di cose da fare’
Invece noi meridionali ci diamo gli appuntamenti, come facciamo?
‘A che ora ci vediamo?’
‘Di Pomeriggio’ più elastici. (…)
Però devo dire che la cosa più importante che ho imparato a Milano è che se sei da solo, se non hai amici, se tutti corrono, se nessuno ti considera. Non è solitudine, è indipendenza”
Da uno degli sketch più famosi di Teresa Mannino

ECCO IL NUOVO ( VECCHIO) CONSIGLIO COMUNALE DI ISCHIA

SINDACO

ENZO FERRANDINO

CONSIGLIERI:

DE MAIO - MIGLIACCIO- SORRENTINO A.- MAZZELLA AGOSTINO- GIANLUCA TRANI- MIGLIACCIO RAFFAELLA- ELIA - MONTAGNA- DI VAIA- CRISCUOLO- TROFA-MAZZELLA ANTONIO- FERRANDINO CIRO -BALESTRIERE-MATTERA- FERRANDINO PAOLO

Male a cchella casa addó ll’ommo nun trase.
Povera quella casa dove manca la figura maschile.
 
Chi se mette pe mmare ha dda sapé natà.

A causa della tappa del Giro d’Italia di sabato 14 maggio che partirà da Napoli e che transiterà per i comuni di Pozzuoli, Quarto, Giugliano in Campania, Bacoli e Monte di Procida, il prefetto di Napoli, Claudio Palomba, ha stabilito che tra le 10.30 e le 17.00 in quella data sono vietate le partenze e gli sbarchi di autoveicoli, motoveicoli e ciclomotori al porto di Pozzuoli. Per questo motivo, la Medmar ha annullato quasi tutte le corse da e per il porto flegreo tra le 10.10 e le 16.30 e ha assicurato due corse straordinarie, una con partenza da Casamicciola per Napoli via Procida alle 11.30 e una da Napoli per Casamicciola via Procida alle 13.15.

CORSE ASSICURATE

CASAMICCIOLA – POZZUOLI 02:30 – 06:20 – 16:50

POZZUOLI – CASAMICCIOLA 04:10 – 08:15 – 18:30

ISCHIA – POZZUOLI 04:30 – 08:10

POZZUOLI – ISCHIA 06:25 – 09:40

POZZUOLI – PROCIDA 07:35 – 10:25 – 15:50

PROCIDA – POZZUOLI 08:30 – 11:20 (SENZA AUTOVEICOLI) – 16:55

 

CORSE STRAORDINARIE ASSICURATE :

CASAMICCIOLA – PROCIDA – NAPOLI ore 11:30

NAPOLI – PROCIDA – CASAMICCIOLA ore 13:15

 

CORSE NON EFFETTUATE :

CASAMICCIOLA – POZZUOLI 10:10 – 13:35

POZZUOLI – CASAMICCIOLA 12:00 – 15:00

ISCHIA – POZZUOLI 11:10 – 15:00

POZZUOLI – ISCHIA 13:30 – 16:30

POZZUOLI – PROCIDA 12:40

PROCIDA – POZZUOLI 13:30

SABATO 14 IL GIRO FERMA L'ISOLA DA POZZUOLI TUTTO BLOCCATO

dal DISPARI

Ugo De Rosa | Sarà un nuovo 5 maggio e non sarà bello come quello di quando ospitammo la crono sulle nostre strade, ma la carovana rosa del giro d’Italia, quest’anno, sarà una vera e propria mazzata per tutta l’isola d’Ischia.
Sabato 14 maggio 2022 il Giro d’Italia attraverserà Pozzuoli e tutti i Campi Flegrei. A noi, però, interessa che ci saranno delle strade interdette alla circolazione veicolare dalle 10:30 alle 17:30: da via San Gennaro Agnano e via Solfatara fino ad Arco Felice e Lucrino, passando per via Artiaco e via Campi Flegrei.

Mentre i cittadini di Pozzoli e Campi Flegrei potranno assistere al transito della carovana rosa raggiungendo le strade del percorso a piedi (dalle 12:50 alle 14:15 circa il Giro “E”, evento cicloturistico legato alla corsa rosa e riservato alle e-bike, bici elettriche a pedalata assistita; dalle 14:00 alle 17:00 circa il Giro d’Italia Professionisti) i turisti diretti alle isole di Ischia e Procida non potranno raggiungere il porto di Pozzuoli. O meglio, una volta sbarcati a Pozzuoli, dovranno attendere le ore 17.30 per poter circolare. 

Sulle strade del circuito rosa, infatti, oltre al divieto di sosta su ambo i lati è previsto anche il blocco della circolazione dalle ore 5:00 alle ore 17:30. Come corollario di tutto, resteranno chiuse anche l’uscita della Tangenziale di via Campana e l’uscita della Variante Domitiana SS7 Quater di Arco Felice. Le uscite di Cuma e Lago d’Averno resteranno aperte solo per i mezzi di soccorso diretti all’ospedale Santa Maria delle Grazie. Tutte le partenze di sabato 14 sono bloccate fino alle 17.30. Tutti gli arrivi di sabato 14 sono bloccati fino alle 17.30. Certo, qualcuno potrà dirci che si potrà sempre andare a Napoli. Ma qualcuno lo ha previsto? Qualcuno ha sollecitato il comune di Pozzuoli a comunicare questa imponente rivoluzione del traffico?Possiamo rischiare un sabato? Possiamo rischiare un week-end e la settimana successiva per una mancata comunicazione e per una scelta assunta da un ente senza il coinvolgimento di due comunità legate a quel territorio in maniera così importante come le isole e Pozzuoli?È il caso di fare presto e di trovare la migliore mediazione possibile con le compagnie di navigazione (lo spostamento delle partenza e degli arrivi su Napoli Calata Porta di Massa) e salvare il sistema turismo delle isole di Ischia e Procida.

Iniziata presso il Comune di Lacco Ameno la raccolta di firme per la chiusura dell' Ospedale Rizzoli.Coerentemente con l invito delle destre, poi accolto con entusiasmo da quasi tutto il Parlamento Italiano, bisogna risparmiare per investire in armi.
Cosa fa il buon genitore che ha comprato un SUV e non può pagare il mutuo?
Giustamente taglia le spese per i libri, la salute, il cibo ecc.
Per scuola e ricerca anche da noi fatto, ma da buoni cittadini dobbiamo fare la nostra parte e tagliare altre spese superflue.
Quindi, per non parlare in astratto, per quanto ci riguarda, chiudere l Ospedale di Lacco Ameno.
E la cosa va fatta in fretta perché le quasi 200 basi militari in essere non bastano per fermare i barcomi che, minacciosi, si avviano da Tunisia e Libia.
Si teme un attacco pure dall'Albania e anche il Vaticano non la conta giusta con le dichiarazioni del Papa, giustamente inosservate dai cattolici, che dice di fermare le armi.
Trucchi da Gesuiti.
Ma nessuno ci casca.
Proprio nessuno.
Tutti avanti a testa bassa e occhi chiusi.

Ad Ischia in località Pilastri, oggi pomeriggio si è verificato un incidente, coinvolte due macchine ed un motorino. Il motorino marciava in zona Pilastri direzione Ischia Porto quando per motivi ancora ignoti si è scontrato con una Panda che invece procedeva dal lato opposto. Le due persone a bordo del motorino sono state soccorse dal 118 e trasportate all’ospedale Rizzoli per essere sottoposti a cure ed accertamenti: le loro condizioni, in ogni caso, non desterebbero preoccupazioni. Sul posto anche i carabinieri della Compagnia di Ischia per compiere i rilievi.

’O cielo te scanza ’a chello ca manco te pienze!

LE DONNE IMPICCATE

Picchiate, spinte, tirate per i capelli, prese a calci, a morsi, a pugni, violentate, molestate.
Non c’è verbo che le donne non debbano usare quotidianamente per raccontare le mille violenze subite.
Quando trovano la forza di denunciare. Quando ce la fanno a reagire, prima che sia troppo tardi. Uccise.
L'ultimo verbo.

La violenza sulle donne non é solo quella che si legge sui giornali, ma quella che si consuma ogni giorno in casa, in ufficio, sul tram o per strada.
La violenza dell'insulto, la violenza del pensiero maschile che ancora oggi crede tutte le donne puttane meno la propria madre e la propria figlia.

La violenza consumata su un oggetto e non su una persona, la donna bruciata sul rogo dell'inferiorità sociale.

Il femminicidio non é che l'ultimo atto.

Ogni giorno, milioni di donne nel mondo, in ogni parte del mondo, vengono "impiccate" perché colpevoli d'essere donne.
E' una corda sottile e letale che fingiamo d'ignorare, senza sapere che quel patibolo é la condanna a morte della nostra umanità, che alla fine, gli "uomini" non sono soltanto dei boia ma soprattutto, stupide vittime

Bevi dove beve il cavallo,
lui non berrà mai acqua cattiva.
Metti il letto dove dorme il gatto.
Mangia il frutto che ha toccato il verme.
Prendi il fungo dove si siede l’insetto.
Pianta il tuo albero dove scava la talpa.
Costruisci la casa dove il serpente si scalda.
Scava la fontana dove gli uccelli
si nascondono dal caldo.
Mangia più verde avrai gambe forti
e un cuore più resistente come gli esseri della foresta.
Nuota spesso e ti sentirai sulla terra come i pesci nell’acqua.
Guarda il cielo più che puoi e i tuoi pensieri diventeranno leggeri e limpidi.
Taci di più e parla di meno e nella tua anima regnerà il silenzio e il tuo animo sarà pacifico e tranquillo.”
-- San Serafino di Sarov

 

LE REGOLE DEL CALCIO DA STRADA DEI BAMBINI

Regole del calcio d'infanzia .
1.- Il ciccione era sempre il portiere
2.- La partita finiva quando tutti erano stanchi
3.- Anche se il punteggio era 20-0 chi segnava per ultimo vinceva.
4.- Nessun arbitro.
5.- Dare fallo solo se era molto chiaro o qualcuno iniziava a piangere.
6.- Non esisteva fuorigioco
7.- Se il padrone del pallone si arrabbiava, la partita finiva.
8.- I 2 migliori giocatori non potevano essere nella stessa squadra e lo sapevano anche loro.
9.- Se venivi scelto per ultimo era una grande umiliazione significava che non ti voleva nessuno.
10.- giocavi anche 2-3 ore di fila.
11.- La partita si interrompeva quando passava un anziano
12.- I giocatori del quartiere più vicino erano nemici per sempre.
13.- Coloro che non avevano idea del calcio rimanevano riserve o al massimo difensori.
14.- Quando i grandi giocavano, dovevi lasciare il campo senza protestare.
15.-C’era sempre un vicino che non ti lasciava giocare e ti minacciava di prendere la palla e di bucarla.
16.- Se si scommetteva qualcosa, il gioco era molto serio come se fosse una finale.
17.- Le porte erano due rocce o due giacche, ma ci stava sempre una squadra con la porta più piccola.
18.- Quando il portiere veniva spinto il gol non era valido.
19.- Le regole si stabilivano prima di cominciare la partita.
20.- Se era rigore, toglievi il ciccione e parava il migliore.

valigia

Un uomo morì.
A un certo punto vide avvicinarsi Dio, portando con sé una valigia.
E dio disse: – Figlio, è ora di andare.
L’uomo stupito domandò: – Di già? Così presto? Avevo tanti piani.
– Mi dispiace ma è giunta la tua partenza.
– Cosa porti nella valigia? domandò l’uomo.
E Dio gli risposte: – Ciò che ti appartiene.
-Quello che mi appartiene? Porti le mie cose, i miei vestiti, i miei soldi?
Dio Rispose: -Quelle cose non ti sono mai appartenute, erano del mondo.
-Porti i miei ricordi?
– Quelli non ti sono mai appartenuti, erano del tempo.
-Porti i miei talenti?
-Quelli non ti sono mai appartenuti, erano delle circostanze.
-Porti i miei amici, i miei familiari?
-Mi dispiace, loro mai ti sono appartenuti, erano del cammino.
-Porti mia moglie e i miei figli?
-Loro non ti sono mai appartenuti, erano del cuore.
-Porti il mio corpo?
-Mai ti è appartenuto, il corpo era della polvere.
-Allora porti la mia anima?
-No, l’anima è mia.
Allora l’uomo pieno di paura scaraventò via la valigia che Dio portava con sé e aprendosi vide che era vuota.
Con una lacrima che scendeva dagli occhi, l’uomo disse: -Non ho mai avuto niente?
-Così è, ogni momento che hai vissuto è stato solo tuo. La vita è un solo momento.
Un momento solo tuo. Per questo mentre hai il tempo sfruttalo nella sua totalità.
Che nulla di quello che ti è appartenuto possa trattenerti. Vivi ora, vivi la tua vita
e non dimenticare di essere felice, è l’unica cosa che vale davvero la pena.
Le cose materiali e tutto il resto per cui hai lottato restano qui.
Apprezza chi ti apprezza, non perdere tempo con coloro che non hanno tempo per te.

eravamo quattro amici al bar 10 kuglio 2929

ERAVAMO QUATTRO AMICI AL BAR...

 

Era un giovedì di quest’anno bisestile, un giovedì dei 53 disponibili quest’anno, per la precisione il ventottesimo dall’inizio dell’anno, di quest’anno bisestile che nulla prometteva di buono e nulla ha promesso, se abbiamo iniziato con una pandemia.

Eravamo quattro amici al Bar, in quel Bar elegante di fronte alla Galleria dell’indimenticato Maestro Mario Mazzella e non eravamo li per cambiare il mondo e nemmeno per parlare di anarchia e di libertà come dice Gino Paoli nella sua famosa canzone, ma eravamo li per tirare fuori i nostri perché e proporre i nostri sarà, eravamo li perché siamo amici e perché tutti e quattro amiamo la nostra Isola e davanti a quattro ottimi caffè non abbiamo tirato fuori i nostri perché e i cosa farò, ma abbiamo tirato fuori i nostri perché e i nostri però.

Chi non conosce Lello Postglione, Geppino Cuomo, Michelangelo Messina e il sottoscritto, e chi non sa dell’amore di ciascuno di noi per la nostra Ischia.

Lello Postiglione, lo definirei: “Figlio d’arte”, figlio dell’indimenticato Franco, Giornalista e Dirigente di spicco dell’ex EVI, Ente Valorizzazione Ischia nel periodo d’oro di questo Ente, cancellato dall’intellighentia di sinistra solo perché era stato costituito con una legge fascista, Lello ha continuato nella scia del padre e ha dato una immensa mano all’Isola d’Ischia come dirigente della Regione Campania.

Geppino Cuomo, da sempre giornalista, la leggenda vuole che quando è nato prendeva sonno volentieri avvolto nelle pagine di un quotidiano, molto probabilmente anche sportivo. Grande contributo giornalistico anche con Radio Ischia e senza dubbio di smentite, il primo cronista ad intervenire dal campo al lato delle panchine per raccogliere gli umori degli allenatori e dei giocatori per trasferirli alla radiocronaca di Ciriaco Rossetti. Negli ultimi tempi Geppino, con i suoi articoli, si è dedicato di più al sociale nell’interesse della nostra Isola.

Michelangelo Messina, forse il più giovane dei quattro, da sempre ha creduto nelle bellezze della nostra Isola, tanto da fargli inventare un premio che, ormai , definirlo famoso risulterebbe pleonastico. Ischia Film Festival, appena terminato, grazie alla sua caparbietà e all’appoggio della moglie Enny, è andato in scena anche quest’anno. Come detto un anno bisestile che nulla prometteva di buono e nulla ha promesso, ma nonostante tutto Michelangelo lo ha portato in porto e ha fatto crescere di un anno la sua creatura.

Di me non parlo, potrei sembrare presuntuoso, che non sarebbe comunque un’offesa, poiché presumo che con la mia famiglia, qualcosa a questa nostra Terra lo abbiamo data, il Basket, la legalizzazione dei Radioamatori dei 27 megaertz, la banda cittadina, il Basket Internazionale, inventando con l’indimenticabile Sergio Leone, l’allora Direttore dell’Hotel Excelsior, il “Torneo Internazionale di Basket Isola di Ischia”,  per finire con Radio Ischia ideata e realizzata con mio fratello Angelo. Non trascurerei nemmeno l’amplificazione e lo speakeraggio al V. Rispoli e allo Stadio E. Mazzella dalla fine degli anni sessanta fino all’altro ieri. Ah dimenticavo, tutto a gratis.

Ma ritorniamo a questi quattro amici al Bar, tra il sorseggiare di un caffè decaffeinato, due freddi e uno… normale, ci siamo ritrovati a parlare della nostra Ischia.

Ne abbiamo dette di cose, Abbiamo parlato di traffico al centro che noi definiamo erroneamente “storico” di Ischia Ponte.

Perché erroneamente? Perché, tranne qualche rarità in mezzo a negozi, che era meglio chiamarli botteghe, ce ne sono diversi arredati in alluminio anodizzato, auto in sosta, traffico nevrotico e confusionario, cattiva gestione dei cestini dell’immondizia, circolazione degli autocompattatori della N.U. in piena mattinata ed altre stravaganze per nulla pittoresche.

Ci siamo chiesti che cosa si farà la sera del 26 luglio per ricordare la Festa di sant’Anna.

Noi riteniamo che bisognerebbe mantenerla in vita organizzando, sparso su tutto il territorio per non creare assembramenti, una mostra storica della Festa, con foto del passato e la ricostruzione in scala delle barche vincitrici degli ultimi anni con la diffusione nella baia del Castello Aragonese di canzoni e musiche rigorosamente classiche del repertorio napoletano.

Questo, almeno per mantenere in vita il ricordo di una delle feste più belle e forse unica in Italia, che scellerate scelte hanno contribuito a farla morire e che ora approfittando della pandemia vorrebbero affossarla per poi, chissà, con altrettanta scelleratezza riesumarla.

Nella canzone di Gino Paoli, i quattro amici diventano uno per poi affiancare altri amici più giovani e ascoltare le loro idee e confortarli e spronarli a mettere in pratica i loro progetti che riguardano la nostra Isola.

Speriamo, intanto, che se ci vedete seduti al  Bar Ideal, possiate accomodarvi, a noi non fa specie se invece di quattro, diventiamo dieci, venti amici al bar, non ci sarà la metrica della canzone, ma sarà bello lo stesso. 

beppi

nella foto Beppi Banfi