• lA MITOLOGIA ISOLANA VUOLE CHE IL FUNGO SIA UN SEPOLCRO

    CONOSCETE QUESTA LEGGENDA?
    Se c'è una cosa che amo è la mitologia, soprattutto quella legata alla mia terra. Stasera vi racconto una perla ignorata da molti.

    Una leggenda popolare narra che il celebre fungo di Lacco Ameno fosse un sepolcro. Sotto di esso si troverebbero due giovani amanti annegati nel tentativo di prendere il largo per coronare il loro sogno d’amore.

    Secondo una rappresentazione poetica sarebbe un tumulo creato dalla Natura per proteggere l’amore di due giovani vite spezzate. Un’immagine forse un po’ malinconica, ma profondamente romantica, che contribuisce al fascino di uno dei simboli più famosi dell’isola d’Ischia.

  • la verità sul matrimonio somalo di Montanelli

    Parlare adesso di un episodio di oltre ottant'anni fa, non è semplice. Da allora sono cambiate cose e mentalità. Allora i gay non dovevano esistere, oggi nessuno se ne frega. Allora la donna er anormalmente una specie di schiava anche da noi, ora le donne ti mandano a fanculo tranquillamente. Allora la donna serviva per cucinare, rassettare e scopare, ora... Allora i matrimoni si contrattavano anche da noi e senza nemmeno conoscersi. Allora anche d anoi ci si sposava facilmente fra cugini per una questione di interessi, oggi no. Allora ci si sposav aanche in Italia a quattordici anni, anche se non er auna norma. Tutto questo epr dire di cominciare a capire la mentalità dell'epoca. Se poi ci portiamo in Somalia per una questione di colonialismo e parliamo di militari lontnai dalla patria, beh cambia ancora molto. Se ci caliamo nella nostra realtà, che vedeva nelle nostre città aperti i casini, dove ragazzine ce ne erano, allor ai contorni sono più chiari. Montanelli, appena giunto in Somalia trovò una situazione già preconcetta. Agli ufficiali era concesso , non sposare, ma diciamo affittare una ragazza con un regolare contratto con la famiglia, dopo contrattazione. Una ragazza che era il suo "casino" personalizzato. aveva 14 anni, in Somalia considerata donna fatta, visto che a venti erano considerate vecchie, La ragazza volontariamente, senza costrizioni, ma per lei forse era un lavoro, ovunque lui si spostasse ogni quindici venti giorni. dopo qualche anno, un suo attendente chiese di sposarla e non ci furono obiezioni. Montanelli li rivide, marito e moglie anni dopo e fu accolto come uno di famiglia. Oggi ci scandalizziamo, e se fosse successo oggi ci sarebbe da scandalizzarsi. Ma allora era cosi. Se ci vogliamo scandalizzare ora per allora, dovremmo scandalizzarci dei nostri nonni, dei nostri padri per come vivevano e di noi stessi oggi che vediamo senza dire niente ragazzine di dodici tredici anni battere o drogarsi come se tutto fosse naturale.

    Geppino Cuomo

  • ora è solo un tronco, quando usciràdalle mani di Nicola Gioba sarà un capolavoro

    la sua cantina, che una volta era famosa per il vino che ospitava, ora si è trasformata in uno studio d'arte. le sue opere esposte hanno qualcosa di magico. Nicola Gioba "vede2 l'opera prima di tutti gli altri e la tira fuori dal materiale che ha di fronte. Pietra o legname ha poca importanza. con le sue mani modella quello che la mente gli suggerisce. merit auna visita, merita che la sua arte venga ammirata.

  • INIZIA CON MARIOLINO CAPUANO LA KERMESS CULTURALE SULLA PIAZZETTA DI SANTANGELO

    Arte, cultura e spettacoli. Il desiderio di libertà post-pandemia si tradurrà, nel borgo di Sant’Angelo d’Ischia, in una serie di eventi che impreziosiranno la lunga estate di uno dei luoghi più suggestivi dell’isola. Si parte domenica 21 giugno alle 20.30 con il vernissage di “Mariolino Capuano in mostra”, nella boutique “Villa Margherita” della piazzetta di Sant’Angelo, a Serrara Fontana: è il primo appuntamento della rassegna “Il Borgo dell’Arte”, che trasformerà la celebre frazione in un percorso culturale a cielo aperto.

  • ARRIVEDEERCI IN UN SOGNO, ARRIVEDERCI NEI RICORDI

    Continuerò a scegliere l'amore, sempre, ed è per questo che non ti cercherò più. È per questo che ti mando un bacio, anzi cento, e ti prego di non rimandarmeli indietro. Tienili tu, uno per ogni compleanno, uno per i figli meravigliosi che avrai un giorno, uno per la donna che saprà amarti fino in fondo. Uno per quando ti ritornerò in mente . Uno per te, solo per te, per quello che sei. Uno per quello che avremmo potuto essere. Uno per quella domenica al mare in cui sentirai di avere esattamente tutto quello di cui avevi bisogno. E allora arrivederci in un sogno, arrivederci nei ricordi, arrivederci un giorno per caso in cui ci sembrerà che il tempo non sia mai passato. Per me ridi, salta, sbaglia e impara, sbaglia e basta. Per me, perché tutto questo sia servito a qualcosa. Pensami raramente, perché è giusto che sia così, ma quando lo farai, ogni volta in cui lo farai, ti prego, sorridi.

  • provavamo nel parcheggioe molti ci guardavano stranamente

    Facevamo le prove nel parcheggio di fronte casa. I ragazzi correvano insieme gridando, poi si fermavano allineandosi sull'immaginario proscenio e recitavano il coro. Qualcuno protestava per le grida, qualcuno ci guardava con sospetto, ogni tanto passava una volante.
    Ogni sera al balcone, la Signora Rita sedeva con un libro tra le mani e mi diceva: io seguo sul copione. E' l'Antigone che state mettendo in scena, vero?
    Buon viaggio, Signora.