improvvisamente natale

di Geppino Cuomo

Con ancora negli occhi spiaggia, ombrelloni , mare e sole, ci ritroviamo improvvisamente il Natale davanti. Ischia è famosa per questo. Passare dall'estate all'inverno senza mezze misure, senza preavviso. Lo è, o forse lo era, soprattutto perchè sull'isola gli alberghi aperti, le boutique aperte, i ristoranti in pieno fermento, ci dicevano che indipendentemente dal calendario, era ancora estate. I turisti passeggiavano per le nostre strade ancora in pantaloncini corti e magliette e per noi questo tipo di abbigliamento sta a significare che è ancora estate. nella nostra mentalità da decenni, l'estate inizia (va) una settimana prima della domenica delle Palme e finisce una settimana dopo il ponte del 4 novembre. Poi molte cose improvvisamente sono cambiate, forse non ce ne siamo neanche accorti dei cambiamenti, più che  accorgercene, li abbbiamo sentiti sulla nostra pelle.

Quest'anno per molti l'estate non è nemmeno venuta, per altri come spesso accade in guerra, quando c'è chi muore, chi si impoverisce e chi si arricchisce, è stata migliore che in tempi di pace e per altri ancora è stata una stagione da "tiriamo avanti". Pareri, giudizi, sentenze, se ne sono letti sui social, ognuno aveva una propria idea e ognuno riteneva di avere la giusta motivazione per dire certe cose, fatto sta che si sono solamente confuse le idee e nulla più, visto che nessuna soluzione  data per scontata è stata applicata. Non era facile capire cosa stava succedendo, non era facile stabilire cosa fare e non era facile far capire che l'unica soluzione adottata non andasse bene per tutti, infatti non andava e non è andata bene per tutti. A fine stagione turistica, a parte la qualità discutibile, dobbiamo dire che molta gente si è riversata sull'isola, forse per un periodo specifico e basta, ma di gente ne è venuta, quale è il bilancio? Nessuno ne parla, nessuno ha interesse a dire come sono andate veramente le cose. Non lo fa chi si è riempito le tasche di soldi, avendo intenzione di attingere fortemente ai contributi statali. Non lo fa chi ha lavorato poco ed ha già preso dei contributi anche se minimi. fatto è che si sta dando solo voce alle lamentele in qualsiasi categoria. Certo, molte cose non coincidono. Si sente dire che di questi tempi negli anni passati si erano guadagnati trenta quarantamila euro al mese, mentre quest'anno solo pochi spiccioli, ma poi dalle documentazioni fiscali non si evince ed allora? sono cifre reali o pretestuose? C'è chi parla di file alla Caritas e potrebbe essere vero, ma senza generalizzare, visto che oltre a fare le file alla Caritas si fanno le file anche ai supermercati , svaligiandoli letteralmente, oppure  ai negozi di elettronica per accaparrarsi il cellulare ultimo tipo per sè o per i propri da regalare a Natale. le nostre solite contraddizioni. Non ci sono soldi, non c'è una lira da spendere per il cenone, ma non ci va bene che il governo ci limiti nel numero di partecipanti  al cenone, vorremmo intorno alla tavola natalizia amici, parenti e familiari, ma possibilmente con la spesa  offerta dallo stato. E' anche vero che i detti antichi non falliscono mai. " 'U sazie nun crede a 'u riune" lo dice l'esperienza popolare. e alla fine è facile capire chi ha sofferto questa estate e chi no. In fondo a rimetterci come sempre, sono solo i lavoratori stagionali. Colooro che una volt alavoravano oltre sei mesi e d'inverno oprendevano la disoccupazione, magari integrandola con qualche lavoretto in nero. Ora questa categoria nella sua maggior parte ha lavorato pochissimi mesi, quindi niente disoccupazione e sarà per loro un bruttissimo inverno. I piccoli commercianti che in pratica vivevano con la liquidità giornaliera e che con le ristrettezze governative sono stati piu chiusi che aperti e forse non potranno più riaprire. Questi i veri colpiti economicamente ma il resto, albergatori, ristoratori  e similari, hanno guadagnato, altrochè. Le maggiori contraddizioni  si riscontrano sul Covid-19. Tutti spaventati, tutti a tremare, tutti a chiedersi quando scopriranno il vaccino per sentirsi sicuri. Ora, senza illudere nessuno, apprendiamo che a breve, forse a brevissimo avremo il vaccino. E allora? Allora arrivano gli allarmismi. " nooo, io non me lo faccio il vaccino, magari fra un anno, dopo che se lo saranno fatti gli altri e capirò se non fa male." Ma in base a che cambiamo facilmente idea su cose di cui quasi tutti non capiamo niente? Difficile dirlo.

Fatto è che ci ritroviamo col Natale davanti e vorremmo capire perchè ci vogliono far passare un Natale diverso. per tutti o quasi le tradizioni vanno rispettate  La messa di mezzanotte? Guai a dire che potrebbe essere fatta anche prima, in orario più decente o seguita in TV. Il valore religioso non muterebbe, forse sarebbe più controllabile per evitare gli asssembramenti. No, non va. I cenoni natalizi? Devono ancora spiegarci perchè non si possono tenere se le persone da far sedere intorno alla tavola sono pressochè sicure per modo di vivere e per mancanza di contatti? Anche in due potrebbe essere un rischio teorico, basta che uno sia uscito a fare la spesa e prendere il virus per trasmetterlo all'altro. Ma sapete dirci che Natale sarebbe se non c'è nemmeno la possibilità di scambiare un augurio, una parola con chi ti fa piacere avere a tavola? Che Capodanno sarà? Nemmeno questo si sa, c'è chi vuole i fuochi per non perdere l'entusiasmo e chi invece non li vuole per rispetto ai tanti morti che ci sono stati. Non risulta però che tanti nonni in tante famiglie, sono stati rispettati dopo morti non festeggiando il Natale e/o il Capodanno. Contraddizioni, tante contraddizioni, tranne trovare la solidarietà di tutti e all'unisono ritrovarsi tutti d'accordo quando si afferma che "senza denare nun se cantene messe".

VISTO DALLA PIAZZA

DA DOVE COMINCIARE?

Una volta, ai tempi di Carosello (praticamente nella preistoria), c'era una pubblicità di una macchinetta per il caffè che diceva " sembra facile fare un buon caffè". E' vero, sembra facile fare tante cose, ma anche le più semplici, se non c'è conoscenza, buone maniere, capacità e senso di responsabilità non è facile niente. Le elezioni di un sindaco in un comune con circa tremila votanti non dovrebbe presentare che poche, molto poche difficoltà, sempre che non si giochi sporco, da una parte o dall'altra o da tutte e due le parti se i candidati sono solo due. A Lacco Ameno, il comune del Fungo, si sono tenute le elezioni fra  due liste, di cui una guidata dal sindaco uscente Pascale e mandato a casa, quindi anche dai suoi ed il senatore della Repubblica De Siano. Entrambi si conoscono bene, erano sulla stessa sponda quando De Siano incominciò la sua scalata provinciale, regionale e nazionale. festeggiarono insieme. E Pascale si ritrovò ad essere sindaco con l aiuto di De Siano. Poi un pò perchè Pascale ha fatto il sindaco senza volere nessun tutore, un pò perchè ha preso sul serio le esigenze dei suoi concittadini, un pò perchè è uomo di parola, altro ancora perchè è persona perbene, man mano ha cominciato a camminare con le sue gambe. A Lacco Ameno succede spesso che amici prima si dividono dopo e semmai alcuni si sono riabbracciati, ma la costatazione è che negli ultimi trentanni o giù di lì De Siano ha sempre determinato molto sul comune e sull'economia del paese. Ha sempre fatto incette di voti e simpatie o non simpatie gli avversari politici hanno sempre raccolto solo le briciole. Tant'è che la gente al voto andava piuttosto rassegnata e di lotte di quartiere non se ne sono mai avute. Giacomo Pascale anche dopo aver smesso la fascia e col commissario sul comune, ha sempre operato, nel suo modo di fare, come il sindaco in pectore, senza mai abbandonare nessuno e lavorando alacremente per mantenere nel limite del possibile la parola data. Molti hannno apprezzato questo suo modo di fare, lo hanno ammirato almeno sul piano morale egli si sono stretti attorno. L'entusiasmo, la forza di volontà, la voglia di non arrendersi gli hanno procurato le simpatie di molti, perfino e sopratttutto quelle di chi non poteva votarlo, essendo residente negli altri comuni isolani. Pascale sa come si combatte in una battaglia elettorale, ha acquisito esperienza col suo ex amico ed attuale avversario. Ne conosce tattiche, forza e consistenza. E lo ha affrontato nella maniera che ha ritenuto giusta. le simpatie della gente va ben oltre il cinquanta per cento dei voti che ha avuto, ma si sa, la vita è altra cosa rispetto alle simpatie e la famosa pagnotta, il famoso detto "tengo Famiglia" è dura da sconfiggere. Giacomo Pascale sapeva di lottare contro un ostacolo quasi insormontabile ma è andato avanti senza paraocchi. Sapeva che forse non l avrebbe spuntata, ma voleva a tutti i costi dimostrare alla gente, a quelle persone che avevano simpatia per lui ma che non lo votavano,perchè tanto non serviva a niente, che non era cosi. Poi, poi arriva il momento dello spoglio, cosetta da un paio d'ore e si saprà come la gente aveva deciso. De Siano secondo pronostico aveva le elezioni in mano con almeno 150 o 200 preferenze in più e anche così ci sarebbe stato da congratularsi con Pascale. Voto più, voto meno, le cose procedevano con un costante vantaggio di De Siano  sui trenta, quaranta, cinquanta voti. Tutto sommato una bella soddisfazione morale per Giacomo Pascale ma le cose nel paese non sarebbero cambiate, Il dominio di De Siano si sarebbe riaffermato. Poi, l'attenzione si sofferma su numeri sempre più strani, ma che succede, Pascale si sta avvicinando, addirittura è arrivato a meno 16 da De Siano e mancano quattro cinquecento schede, ma siamo nella sez 3, quella dalla quale dovrebbe concretizzarsi la forza di De Siano. l'attesa diventa spasmodica, Pascale accorcia, accorcia, accorcia e siamo addirittura al sorpasso. Chi conta di qua , chi conta di là. De Siano ancora su, no è Pascale su di dieci voti. fine scrutinio, na ci sono le schede contestate, si ricontrolla. Si Pascale incredibilmente ha vinto per tre voti salvo reclamo che sicuramente ci sarà, chiunque lo farebbe con questo scarto. Si festeggia, gioia da una parte, rabbia e confusione dall'altra. Ma è tutto fatto e tutti a casa. Dopo un paio d'ore : fermi tutti, Pascale viene richiamato perchè secondo una verifica non ha vinto. Nella sezione quattro gli sono stati tolti due voti ed anche cosi avrebbe vinto per un voto. Ma nella terza sezione, si contesta un voto prima dato e poi tolto a Pascale. Infatti la scheda presenta la croce sul candidato a sindaco ed una preferenza ad un tizio inesistente. secondo prassi dice qualcuno, va assegnata al sindaco ed annullata la preferenza, secondo chi ha deciso, la scheda è stata completamente annullata. Apriti cielo, succede l'imprevisto:PARI.  E allora? non tutti sanno che in caso di parità ci sarebbe stato il ballottaggio il 4 ottobre E così sarà, anche se nelle ultime ore, a notte fonda, si è profilato un sorpasso accademico di De Siano e non si e voluto ricontare la terza sezione, dove Pascale dice si annida il voto della sua vittoria. Ora e polemica aperta, tanta polemica che ha visto perfino Giacomo Pascale ricoverato al Rizzoli. Stanno venendo a galla i giochi sporchi, chi dice dell uno e chi dice dell-altro. Si sta scoprendo che qualche presidente e dipendente di uno e qualche altro amico dell altro. Insomma, l uno sa dell altro e viceversa. Panni sporchi stesi al sole ma sono panni ancora con tante macchie. Ora la gente non ha scusanti, alla luce di quanto avvenuto se vuole puo votare per l uno o per l altro per propria scelta e non per imposizione. Ma onestamente chi si e scottato con l acqua bollente, ha paura anche dell acqua fredda.

VISTO DALLA PIAZZA

 LA PIAZZA VISTA DALLA PIAZZA

A volte ti trovi  a scrivere di cose che sembrano scontate ma non lo sono. Visto dalla piazza contempla soprattutto il pensiero della piazza, ovvero dei cittadini. Nel caso attuale, sembra non esserci nemmeno dibattito o se c'è è talmente squilibrato da far sembrare che non ci sia. Onestamente gli amministratori del comune d'Ischia hanno fatto di tutto per far decollare la protesta. Crediamo che sapessero anche loro che non avrebbero mai avuto il consenso della popolazione. Quindi ci si chiede se ci troviamo di fronte a masochisti. Nemmeno questo pensiamo. Ma probabilmente hanno pagato qualche importante cambiale che da secoli esistono e si portano all'incasso. Forse pensando che in fondo una sfuriata di proteste non porterà a niente. La gente di ischia dimentica in fretta e col Covid in giro figurati se spreca tempo per l'adorno di una piazza. Brutta prima, peggio ora, nessuno se ne frega. in genere è stato sempre cosi, anche con la Piazzetta successe la stessa cosa. Ma onestamente non ci sembra che sia effettivamente la stessa cosa. Strano a dirsi, ora si trovano d'accordo il popolino e gli intellettuali, a nessuno piace. Non tanto per l'opera in sè, che forse interessa poco, ma soprattutto perchè è stata deprezzata una piazza che rappresentava e dovrebbe rappresentare un pezzo di storia. Almeno questo era stato il concetto quando le fu dato il nome di Piazza Degli Eroi. Ma possibile che il sindaco Enzo Ferrandino si sia fatto coinvolgere in questo modo da chi evidentemente aveva da saldare suoi debiti personali a livello politico? Su questa buccia di banana, senza augurarglielo, crediamo che sia possibile scivolare e farsi politicamente male. Se il sindaco sfida la popolazione su questo argomento, potrebbe anche non trovare consensi e le elezioni non sono poi cosi lontane. Enzo Ferrandino ha una grande occasione per radunare consensi sulla sua persona, ha la possibilità di prendere le distanze da chi ha "bucato" e ripristinare i luoghi con altra scultura, più adatta ad una piazza dedicata a degli eroi di guerra, oppure, se non lo fa, offre ai suoi avversari la possibilità di promettere lo spostamento di quella fontana in altro luogo alla prossima tornata elettorale, garantendosi una vittoria sicura. Un esempio calzante lo ha fatto  un pensionato. " In effetti non critico l'opera in sè, non so se è bella o brutta, so solo che non è adatta a quella piazza. E' come se io fossi invitato ad un matrimonio e vado a scegliermi il vestito in un negozio e mi innamoro di un completo composto da bermuda e maglietta awaiana e cosi conciato vado al matrimonio." si forse ha ragione il pensionato.