NOVENA ALLA MADONNA IMMACOLATA

DON PASQUALE NUOVO PARROCO DI SERRARA,PRESENTATO DAL VESCOVO ED ACCOLTO DAL SINDACO

di Rosario Caruso sindaco di Serrara Fontana

Gentile Vescovo Lagnese,
Le giungano i miei saluti ed il benvenuto nella nostra Comunità.
Pochi giorni fa ci siamo visti in occasione dell’ultimo saluto al Caro Don Angelo parroco della Parrocchia di Serrara per tanti decenni. Un parroco che dai tanti messaggi di cordoglio e di stima che mi sono pervenuti a me in qualità di Sindaco ed alla famiglia, oltre che dalle tante opere realizzate, ha lasciato un segno indelebile nel nostro Paese. Le sue opere materiali ed immateriali rimarranno ad imperitura memoria vivendo nel ricordo collettivo oltre la nostra vita terrena.

Oggi accogliamo il Carissimo Don Pasquale, parroco di Fontana.
Quando a giugno del 2017, in occasione dei festeggiamenti del Corpus Domini, arrivò a Fontana mi colpì molto un episodio: le tante persone che da Forio, dalla parrocchia di San Sebastiano, lo avevano accompagnato a Fontana ed i tantissimi bambini che piangevano durante la messa ed ancora i saluti per aver perso un sicuro punto di riferimento della loro comunità.
Durante le mie parole di benvenuto a Don Pasquale dissi che l’enorme affetto che gli stavano dimostrando i suoi parrocchiani era un segno di quanto bene aveva fatto a Forio e di quanto potrà farne a Fontana.

Per Don Pasquale sono trascorsi oltre due anni di lavoro, anni di conoscenza e di collaborazione con la cittadinanza e con l’Amministrazione Comunale.
Oggi posso dire che quella sensazione avuta a giugno del 2017 si è trasformata in una piacevole conferma.
Don Pasquale ha lavorato sodo in un periodo travagliato per la chiesa di Fontana e con una situazione economica della Parrocchia non felice anzi, con evidenti difficoltà che ne limitano molteplici attività.

In questo periodo Don Pasquale ha saputo far ritrovare intorno al nuovo Parroco una comunità parrocchiale fortemente legata al culto della Madonna della Mercede e di Sant’Antonio, una comunità molto legata alla propria chiesa ed ai valori cristiani da sempre radicati nelle nostre tradizioni.
Don Pasquale ha saputo coinvolgere tanti bambini, tantissimi ragazzi ed altrettanti genitori in molteplici iniziative estive, natalizie ed anche legate alla chiesa di San Nicola sul Monte Epomeo e questo solo per citarne alcune.

Carissimo Don Pasquale, Ti accogliamo a Serrara ed al Ciglio non per sostituire Don Angelo nè Ti chiediamo di imitarlo e di essere come lui, né di farcelo dimenticare ma ti chiediamo semplicemente di essere sempre come sei e come ti abbiamo conosciuto: un grande lavoratore, un ottimo parroco, una gran brava persona. Solo così la nostra comunità potrà continuare a crescere e a dare lustro alla Diocesi di Ischia e all’intera Chiesa Cattolica.

A nome mio e dell’intera Amministrazione Comunale di Serrara Fontana i migliori auguri di buon lavoro. Conta sulla nostra collaborazione Don Pasquale.

Al Vescovo i nostri ringraziamenti per essere qui presente stasera e per aver scelto Don Pasquale.
 
nella foto la chiesa di Serrara

LA GROTTA DEL TISICHIELLO DIVENTATA DEL MAGO

di Benedetto Valentino

Negli anni ‘30 visto il successo che riscuoteva la grotta azzurra di Capri un sacerdote isolano, Onofrio Buonocore inventa una leggenda che ribattezza una grotta di Ischia in grotta del “Mago”, correggendo D’Ascia che la
denominava “Grotta di terra”, anche se per tutti il nome popolare era la grotta del “Tisichiello”.
Buonocore scrive una leggenda dai contorni più nordici che mediterranei molto suggestiva.
La cosa suscita l’attenzione di vari professori ed archeologici. Uno di questi viene a Ischia e senza esitazione scrive sul Popolo di Roma un lungo articolo sulla grotta e sui riti solari che si celebravano nell’antichità. Un archeologo austriaco ci scrive addirittura un libro.
Il proprietario del terreno soprastante la grotta il can Giuseppe Sasso “fiuta” che può diventare una attrazione per turisti e a sue spese scava una scala nella roccia per accedervi anche via terra, in parte ancora visibile. Per studiare la grotta fu istallata anche una impalcatura e delle luci, poi distrutte dalle mareggiate.
Tutto sembra andare bene fino a quando la notizia non arriva all’orecchio di uno dei più importante archeologi tedeschi del tempo.
Il quale viene a Ischia, visita la grotta e sentenzia : “ma quali culti solari, non è mai esistito nessun Mago.
E solo una grotta naturale scavata dal mare!”
Da quel momento però il Tisichiello” diventó un Mago.

nella foto la Grotta del Mago

 

 

 

Ognuno, dal proprio angolo, è chiamato a donare

di Antimo Puca

Luci spente su Napoli in prossimità delle feste natalizie. Una città che accende i suoi colori più luminescenti e da vita alla più antiche tradizioni del sud si ritrova orfana, spenta, vuota. Volti tristi e mani tese alla carità sempre in crescendo. Per non parlare poi dei suicidi e della solitudine in aumento soprattutto per gli anziani che non hanno più un luogo dove ritrovarsi. Eppure solo qualche mese prima in tanti, con la speranza in poppa, si erano affarati per essere in regola con il protocollo anti covid ed una serie di norme da rispettarsi pur di aprire, pagando anche un costo esiguo. Si prospetta un natale decapitato di tutta una serie di voci, non solo pranzi e cene. Il mio pensiero corre a San Gregorio Armeno, zona di presepisti ed artigiani maestri di arte antica. L'antica arte del creare dalla terracotta necessita di un tempo lungo. E penso che per ogni pastore sia necessaria una minuziosa attenzione. L'arte presepiale e pastorale si prepara mesi e mesi prima con forni accesi a 1000 gradi. Pensare alle botteghe chiuse fa capire che la povertà è in aumento. Il mio pensiero continua e corre agli zampognari, divulgatori di gioia e di melodie che si perdono alle origini dei tempi e delle storie. Il prezzo della pandemia è l'aumento delle fragilità socio economiche. Dopo il Covid, bisognerebbe citare e curare un altra crisi, ancora più latente: le società ferite, l'ingiustizia sociale, che è indice della disuguaglianza di opportunità e della emarginazione. Uscire dalla crisi significa cambiare. Insieme. Uniformarsi per essere uniti. UNO. Partendo, però, da chi può. Il covid esiste. Si. Ma si rende necessario che le forze politiche diano forza concreta nel guardare avanti, donando parte del proprio esiguo compenso mensile a chi non riesce più. Dio, per essere in tutto simile all'uomo, si è abbassato a diventare uomo in tutti i sensi, provando dolore sulla propria carne. Così chi ci governa è chiamato ad avvicinarsi agli ultimi per ridare dignità a chi non ne ha più. Concretamente. Anche distribuendo parte del proprio compenso mensile e tenendo bene in mente che hanno fatto spendere cifre esose ad imprenditori, albergatori e commercianti per la sanificazione di negozi, alberghi e ristoranti. Chi rende il capitale inutilmente investito? Il mio pensiero non frena la corsa e va ai piccoli commercianti ischitani, quelle poche botteghe che ancora resistono. Fino a quando? Attualmente la bilancia sociale è fortemente pendente da un lato a discapito di un altro. Ognuno, dal proprio angolo, è chiamato a donare. Ma coloro che nei mesi estivi non hanno saputo gestire, sono chiamati a dare di più, anche perché appartengono ad una classe socio economica agiata.

nella foto il corso di ischia deserto
 
 

le parole di don Carlo, dovrebbero smuovere le coscienze

di Maurizio Pinto

Leggere 《vedere tanti papà che piangono è la cosa che più mi distrugge. Vedere un papà che piange perché non sa più come portare avanti la sua famiglia è dura》.
don Carlo Candido

Cio' non può passare inosservato, non può essere banale o tralasciato.

La Caritas sta facendo un lavoro enorme: è pur vero che i Sacerdoti in prima linea sono pochi, ma le parole di don Carlo, oggi più che mai, più che promuovere critiche dovrebbero smuovere coscienze!

 

nella foto don Carlo Candido

 

 

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30. Nov, 2020

UN GATTUSO CHE NON DIMENTICA DI CHIEDERE ALLA CITTA' BUONSENSO

Un Gennaro Gattuso visibilmente soddisfatto per la rotonda vittoria che il suo Napoli ha ottenuto sulla Roma al San Paolo (che presto cambierà nome e sarà intitolato alla memoria di Diego Armando Maradona), ma anche preoccupato per alcuni comportamenti visti in città in questi giorni di lutto. E che ai microfoni di ‘Sky Sport’ ha voluto mandare un messaggio chiaro all’appassionatissima tifoseria partenopea.

“L’aria che si respira è triste, ma in questo momento la città deve avere anche buon senso. Vedo troppe persone senza mascherina. Giusto ricordare Maradona, è una leggenda. Questo tutti lo sanno. Adesso però dobbiamo fare i bravi, oppure ne pagheremo le conseguenze“, è stata la considerazione dell’allenatore del Napoli.

“Capisco l’affetto e il clima che si respira, spero però che già da domani tutti ricomincino a fare le cose come si deve. La città sta soffrendo tanto, per la scomparsa di Maradona e per i negozi che sono chiusi. Ma ognuno deve fare la sua parte“, ha rimarcato il tecnico partenopeo.

Quindi l’elogio alla squadra: “Abbiamo fatto una grandissima partita, da squadra organizzata. Poi soffrire gli avversari ci sta, ma l’atteggiamento che ho visto in campo mi è piaciuto. Tutti si aiutano e rincorrono l’avversario. Poi se arriva un errore ci si applaude e non ci si manda a quel paese”.

“Così mi piace. Perché per raccogliere risultati servono cose di questo tipo e non solo la tecnica”, ha spiegato Gattuso.

Quindi una considerazione su Juventus-Napoli: “Sul campo abbiamo fatto 18 punti. Ero sul pullman per partire con la squadra, poi non è un problema nostro. Penso che avessimo le possibilità di fare risultato a Torino”.

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