AVVENIMENTI VICINI E LONTANI SELEZIONATI PER VOI

a cura di Geppino Cuomo

POLITICA * POLITICA * POLITICA * POLITICA

ISCHIA - ANGOLI DI PARADISO

 

ISOLA D'ISCHIA - mare spiaggia castello, anche d'inverno e' uno spettacolo

ATTUALITA'  *  CRONACA  ECONOMIA *  RICORRENZE 

SALVATO UN CORMORANO IN GROSSE DIFFICOLTA'

di geppino cuomo

Passeggiando su via Cristoforo Colombo, strada prospiciente il mare e panoramicissima, nel silenzio generale, uno stormo di Gabbiani attira l’attenzione di queile poche persone che passeggiano. I gabbiani volavo in tondo, quasi come chiedere aiuto. Giri lo sguardo e vedi giù, tra la scogliera e la spiaggetta nelle vicinanze del ristorante Michele a mare, un cormorano che entra ed emerge dalle onde. Pensi stia mangiando qualche pesce e per questo i gabbiani protestano. Poi ti accorgi che non è così, troppo a lungo dura il movimento sconnesso del cormorano per essere normale. No, qualcosa non va, sembra  ferito, sembra che un’ala non può muoverla. Una giovanissima signora  è irrequieta, vorrebbe portargli aiuto ma non sa come fare. L’unica cosa sarebbe tuffarsi in acqua, ma l’acqua è troppo gelida per farlo, nel frattempo la signora attira l’attenzione di un giovane che sta pescando in zona con la canna ed insieme attirano l’attenzione di qualche altro, intanto il cormorano continua a dibattersi  nel mare, senza avvicinarsi e senza allontanarsi. La signora nel frattempo chiama la capitaneria di porto, non sapendo a chi rivolgersi, le rispondono che si daranno da fare. Intanto il giovane pescatore capisce il problema. Avendo due canne da pesca lanciate in mare, si accorge che una  ha provocato l’imbrigliamento del cormorano che si dibatte perché è prigioniero del filo da pesca. Si portano, lui e la signora, sugli scogli, con l’altra lenza cercano di recuperare il filo dell’altra canna e vi riescono. Ora tocca recuperare il cormorano per salvarlo e liberarlo. Impresa non facile, l’uccello di buone dimensioni è spaventato, non sa se è peggio affidarsi alle onde o agli uomini. La signora non demorde, è lei a tirarlo su, si becca anche un morso da parte dell’uccello, ma lei non demorde, sorride soddisfatta mentre lo tira fuori dall’acqua. Il cormorano viene liberato e rimesso in acqua. Chissà cosa sta pensando, fatto è che si tuffa sott’acqua e riemerge a distanza notevole dalla costa, mentre la signora soddisfatta richiama la capitaneria  per dire che tutto è a posto.

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DICIANNOVE PATENTI RITIRATE, QUANTA INDISCIPLINA SULLA NOSTRA ISOLA

I Carabinieri della Compagnia di Ischia hanno effettuato sul territorio un servizio a largo raggio facendo particolare attenzione al rispetto delle norme del codice della strada.
19 le sanzioni amministrative contestate dalla Stazione di Casamicciola Terme con altrettanti ritiri di patente. Sono ben 17 infatti i cittadini sopresi nella pericolosa manovra del soprasso in curva, gli altri 2 autisti guidavano mentre parlavano al cellulare ed ora sono senza patente.

AZIONE DIMOSTRATIVA DEI NO VAX DI CASA NOSTRA.A TERRAFERMA CON UNA BARCA PRIVATA

diGianni Vuoso

Gianni Vuoso | Gli isolani attualmente isolati a causa del green pass, lasciapassare obbligatorio per poter imbarcarsi, sono stati soccorsi da Davide Tutino e Resistenza Radicale ieri, durante una iniziativa promossa da “Resistere per Esistere”.

In concreto, l’Associazione isolana, presieduta da Gianluca Bevilacqua, sorta per esprimere il dissenso degli isolani contro l’obbligo del green pass e l’opposizione no-vax, ha noleggiato ieri una barca che è partita da Monte di Procida e sfidando le cattive condizioni meteo marine, ha raggiunto il pontile di Ischia Ponte, dove ha raccolto altri passeggeri ed è poi ritornata a Monte di Procida, seguita dalla Guardia di Finanza che non ha potuto rilevare nessuna illegalità.

A bordo il noto prof. Tutino, docente di filosofia, da otto giorni in sciopero della fame, esponenti di Resistenza Radicale e del Sindacato FISI, professionisti e lavoratori che avevano urgente bisogno di raggiungere Napoli.

“Siamo stati costretti ad imbarcarci su un peschereccio- hanno commentato alcuni passeggeri- perché non siamo vaccinati e non abbiamo il greenpass e quindi siamo confinati sull’isola”.

Davide Tutino si è chiesto: “Come è possibile che la quasi totalità dei parlamentari accetti di farsi umiliare e calpestare da un governo che agisce al di fuori del Diritto? A quale terribile ricatto obbediscono?”.

La manifestazione disperata dell’Associazione isolana ha avuto un’ampia eco sui social, dove è stato ampiamente sottolineato che i passeggeri su quel peschereccio, sono apparsi come i migranti che scappano sui gommoni e che gli isolani sono i nuovi confinati.

La coraggiosa iniziativa di ieri è anche la premessa per nuovi interventi.

“Invieremo ai sindaci dei comuni dell’isola- annuncia il Presidente Bevilacqua- una pec per informarli di quanto abbiamo fatto, dell’esasperazione che stanno vivendo tanti lavoratori e professionisti che si vedono isolati. Abbiamo chiesto anche un incontro per concordare una loro presenza ad una prossima manifestazione. E poi vorremmo sapere sapere se il popolo chiamato a dare loro il consenso elettorale, è lo stesso popolo al quale non si possono negare i diritti alla mobilità”.

CULTURA  STORIA  TRADIZIONI RICORRENZE FESTE CINEMA  TEATRO   RELIGIONI  SCUOLA

CHIESA PARROCCHIALE DI SAN CIRO MARTIRE DI ISCHIA - INTRONIZZAZIONE DELLE VENERATE STATUE DELLA MADONNA IMMACOLATA E DI SAN CIRO MEDICO, EREMITA E MARTIRE - CERIMONIA LITURGICA OFFICIATA DA DON MARCO TRANI IN PREPARAZIONE DELLA SOLENNITA' DEL SANTO PATRONO DEL 31 GENNAIO PROSSIMO –

Scandalo nel Napoletano: va a un appuntamento al buio, in camera trova la cognata

Una storia a luci rosse che ha dell’incredibile e che ha come protagonista un uomo sposato,un 45enne originario di Lucrino, che aveva pensato di aver trovato un modo infallibile per evadere dal matrimonio organizzando scappatelle sul web. Il destino però ha voluto beffare il fedifrago facendogli incontrare, in uno degli appuntamenti organizzato su un sito di incontri, proprio la sorella della moglie.

Una di queste ripetute scappatelle si sarebbe dovuta verificare in un albergo a ore di Varcaturo. Proprio nella camera dell’hotel però il 45enne si è ritrovato faccia a faccia con la cognata. Dopo un primo tentativo di convincimento, il marito si è reso conto che non c’era nulla da fare. La moglie, avvisata prontamente dalla sorella, gli ha fatto trovare le valigie fuori la porta di casa avviando poi subito le pratiche per la separazione e il risarcimento per danni morali.

La notizia si è subito diffusa nella cittadina di Pozzuoli ed è stata ripresa dal sito Campi Flegrei News. Non appena la storia incredibile  ha iniziato a circolare, subito è stato corsa al lotto. I numeri? 7, le corna, 72, la meraviglia e 65, il pianto.

FARISEI? NE SAPPIAMO ANCORA TROPPO POCO

proposto da Lello Montuori
 

Cautela, molta cautela e ancora cautela, ogni volta che si parla di farisei. È materia complessa, su cui è facile dire sciocchezze, ossia cose antistoriche e frutto di mero pregiudizio. Proprio gli storici ci dicono quanto difficile sia ricostruire una storia dei farisei (con date precise, luoghi, nomi, credenze chiare e distinte). Ma forse il primo passo è decostruire gli stereotipi che si sono accumulati nei secoli su questo movimento ebraico di cui anche le origini sono poco note ma che troviamo attivo nella società del tempo di Gesù. Ecco il problema: la questione di chi erano i farisei si interseca con la lettura dei vangeli, i quali sembrano (va sottolineato) presentarli come 'nemici di Gesù'. Quel poco che si può ricostruire, sulla base del Nuovo Testamento, dei rotoli di Qumran, delle opere di Giuseppe Flavio e dei testi rabbinici, ci racconta una storia assai più sfumata e dinamica.

Come dice emblematicamente il biblista e teologo tedesco Jens Schröter, «ciò che sorprendentemente accomuna il Gesù storico e i farisei della storia è la nostra limitata conoscenza di entrambi... dimostrata dalla ricerca sul Gesù storico fin dai suoi inizi... e dal dibattito riguardo alle fonti sui farisei». Così si legge nel suo contributo agli atti del simposio sui farisei, promosso dal Pontificio istituto biblico di Roma e tenutosi alla Gregoriana nel maggio 2019, ora editi in italiano col titolo I Farisei (dopo l’edizione inglese) dalla San Paolo e dalla Gregorian and biblical press in un volume curato da Joseph Sievers e Amy-Jill Levine (San Paolo-Gregorian Biblical Press Pagine 430. Euro 45): uno storico cattolico della letteratura ebraico- ellenistica lui e lei una studiosa ebrea del Nuovo Testamento. Si tratta di venticinque saggi di studiosi cristiani ed ebrei, con vari registri disciplinari, che segnano una svolta scientifica e culturale nel tentativo di perseguire, sono parole di papa Francesco accogliendo i partecipanti al simposio, «una comprensione più matura e accurata dei farisei, che permetterà di presentarli in modo più appropriato nell’insegnamento e nella predicazione».

La domanda di fondo resta: chi sono stati davvero i farisei? O meglio: su quali fonti possiamo contare per conoscerli? Nei Vangeli i farisei sono citati 97 volte; in Giuseppe Flavio 44 volte; negli scritti di Qumran si parla di loro trasversalmente; anche le fonti rabbiniche non usano spesso il termine 'fariseo', la cui etimologia polisemica non aiuta affatto a qualificare il gruppo così chiamato, che nelle pagine evangeliche sembra un partito ideologicamente omogeneo e politicamente potente. Ma i Vangeli non sono testi scritti con finalità storiche, hanno una logica religiosa con cui raccontano gli eventi, e nel caso dei farisei ci descrivono 'personaggi' più che persone, sebbene a una lettura attenta si apprenda che erano un gruppo tutt’altro che omogeneo, che condivideva almeno in parte le stesse idee di Gesù. Inoltre sappiano che molte polemiche tra Gesù e i farisei erano 'discussioni accademiche' frequenti proprio nelle scuole farisaiche o tra i diversi partiti della società ebraica del I secolo. Ma quanto diverso era Gesù dai farisei, se ne condivideva lo stile di insegnamento e di studio della Torà, se credeva come loro nella resurrezione, se frequentava con loro le sinagoghe e come loro non disdegnava la vicinanza con la gente semplice? Di nuovo serve cautela.

Massimo Grilli e Joseph Sievers, che firmano il sintetico e illuminante saggio conclusivo del volume, scrivono che Gesù e i farisei «erano vicini ma non legati». Su alcune questioni specifiche (come il divorzio) Gesù sembra più vicino ai sadducei che ai farisei, incline a una lettura tradizionalista della Torà più che a un’interpretazione innovativa, come quella a cui erano inclini i farisei. Se dunque il rapporto tra Gesù e il movimento farisaico non è facilmente definibile, come non lo è quello con sadducei ed esseni (o chiunque fossero questi contestatori dell’establishment del Tempio), ancor meno è facile stabilire nessi precisi tra quel movimento - di cui è possibile fare nomi importanti, quali Shimon ben Shetach o Antioco di Sokò, ma anche i più noti Hillel e Shammai - e i maestri del giudaismo che venne organizzandosi e ristrutturandosi all’indomani della distruzione di Gerusalemme. Ma perché questo termine non compare quasi mai nella prima letteratura rabbinica? Forse perché era già prevalsa un’accezione negativa? O forse perché il nome venne poi a designare altro? Cosa significa la qualifica qumranica di «coloro che cercano le cose lisce» data ai farisei? Significa forse che il loro approccio alla Torà cercava di semplificare le norme bibliche per adattarle alla semplicità (leggi: alle debolezze) del popolo, "lisciandole" cioè alleggerendone i rigori? Infine, quanto la conoscenza dell’estesa letteratura rabbinica (targumim, midrashim, trattati mishnici e talmudici) ci aiuta a capire chi fossero, cosa credessero e come vivessero secondo la Torà?

Resta il fatto che per due millenni il termine fariseo ha significato ipocrita, avido, legalista... quando, forse, è vero il contrario. La loro fiducia che la «Torà parla la lingua degli uomini» ossia che la Legge vada sempre interpretata li ha esposti a critiche da destra (dai letteralisti come i sadducei e i qumranici) e da sinistra (come paiono fare alcune pagine evangeliche). «Soltanto un’indagine condotta su basi storiche e teologiche rinnovate e più rigorose può condurre a un ripensamento di questa immagine» scrivono ancora Grilli e Sievers, convinti che «le scoperte di tale nuova ricerca potranno contrastare stereotipi diffusi ». Ovviamente una tale ricerca, condivisa da studiosi di fedi diverse, fa compiere passi avanti nei rapporti tra mondo ebraico e mondo cristiano.

 

LO HANNO LASCIATO SOLO COME GESU' NEL GETSEMANI

di S.E. Giovanni D'Ercole vescovo

Lo hanno lasciato solo.
Solo a soffrire ed a combattere contro nemici che prima si professavano amici e che ora lo accusano di cose infamanti.
Lo hanno lasciato solo.
Solo come lo lasciarono anni fa quando, da Pontefice regnante fu colui che per primo dette una sferzata contro i casi di pedofilia nella chiesa.
Suo è il protocollo, sua la commissione, suoi gli uomini che la compongono.
Lo hanno lasciato solo.
Solo come Gesù nel Getsemani prima di essere consegnato ai giudei che lo volevano mettere a morte, a portare la croce di chi ha fatto tanto per la Chiesa e per le anime anteponendo sempre e solo Gesù, non il mondo perché non non apparteniamo a questo mondo.
Lo hanno lasciato solo.
Lui, il gigante della Fede, il Teologo e Filosofo maggiore del '900, il Papa guardiano della Fede e della dottrina.
Lui, Benedetto XVI, ha già il posto pronto in Paradiso resta ancora qui, ad insegnarci come portare la croce.
A farci capire che solo Dio salva.
Non il mondo.
nella foto papa Benedetto XVI

SPORT * SPORT * SPORT * SPORT * SPORT

Spalletti a Dazn: "Reagito bene, ma cattiveria e carattere da migliorare. Su Mertens e Osimhen..."

Luciano Spalletti, tecnico del Napoli, ai microfoni di DAZN dopo il successo per 4-1 contro la Salernitana. "Rimettere in discussione la partita dopo il vantaggio è sempre una complicazione perché poi la squadra abbassa il ritmo e abbiamo perso qualche partita in casa di quelle che fanno male. La squadra ha reagito bene, ha fatto un finale di primo tempo ed un avvio di ripresa dove ha dimostrato di voler portare a casa questi tre punti".

Mertens nel primo tempo veniva incontro e scaricava per Ruiz, l'avevate preparata così?
"Se si va in campo con i piccoletti davanti è chiaro che bisogna giocare palla a terra ed in velocità e si devono creare spazi, questa è la lettura corretta".

A fine partita ha parlato con Osimhen, di cosa?
"Osimhen era un po' nervoso perché non ha fatto gol, era dispiaciuto. Sono bischerate di fine partita".

Dove dovete ancora migliorare?
"Dobbiamo migliorare da un punto di vista di cattiveria e di carattere, le partite con le cinque sostituzioni non sono mai tranquille nemmeno con due gol di scarto. Sull'aspetto della determinazione e sull'andare a considerare che non c'è un tempo illimitato per chiudere le partite e dobbiamo fare dei passi in avanti, anche oggi di palloni dentro l'area di rigore ne sono passati tanti ed a fine primo tempo per poco non eravamo in parità".

Quale sarà il futuro di Mertens?
"Noi abbiamo un presidente molto attento, negli anni ha fatto vedere di creare sempre squadre forti. Dovrà rivedere i contratti, passerà molto da lì. Se un giocatore vuole rimanere dovrà stare a quanto chiede la società".

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